lunedì 25 gennaio 2021

La Sardegna in zona arancione è un grande errore. Ma non è questo il punto....

Da quando è iniziata questa storia del covid19 (è già un anno, ci rendiamo conto?...) non sono mai stato particolarmente propenso a parlare dell'argomento.

L'ho fatto, come tutti, con amici e parenti. A tavola, in un saluto fuggevole.

Ma mi sono reso conto che discutere del covid19 e di tutto ciò che ci ruota intorno così... iniziando da un punto qualsiasi e finendo chissà dove fosse solo un ennesimo contributo all'aumento di CONFUSIONE.

Questa società, anzi... questa cultura è fondamentalmente confusa.
Lo è a ragione veduta ovvero lo è perchè vi è una ragione consapevole per tutto ciò. Qualcuno che effettivamente vuole che ci sia confusione e che la confusione domini.

La confusione si crea scuotendo e attaccando quelli che sono i dati stabili di quella società.

Giusto, hai ragione. Una società deve progredire e quindi anche cambiare.

Ma cambiare non significa distruggere ciò che c'è per metterci il niente. Cambiare significa effettuare una evoluzione ordinata da un qualcosa ad un altro qualcosa. Ma stiamo divagando ed è meglio tornare al covid19.

Dicevo che sono stato abbastanza in silenzio su questo argomento. Non ho parlato delle perplessità dei numeri comunicati in questi ultimi 10 mesi, che spesso non erano coerenti statisticamente fra loro. Non ho parlato delle incongruenze fra l'andamento della pandemia fra i vari paesi. Non ho parlato delle scelte sbagliate di vari governi (tra cui il nostro) che hanno lasciato perplesso chi, come me, pensa che a capo di una nazione occorre mettere persone competenti.

Da tempo sono state fatte le varie zone: rosse, arancioni e gialle. Vivo in Sardegna. E sabato scopro di essere diventato zona arancione. Perchè? Boh. Parrebbe che ciò avvenga in base all'esame di 21 parametri (https://www.ilgiorno.it/cronaca/covid-21-parametri-zone-1.5927741) e quando questi peggiorano si retrocede di una categoria (da gialla a arancione, o da arancione a rossa).

Ma non è così. Perchè "Per ciascun valore sono ovviamente state stabilite soglie di allerta. Di questi 21 indicatori, 16 sono obbligatori mentre 5 sono opzionali."

Ma forse non è neppure così perchè i criteri dovrebbero essere cambiati (https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2021/01/09/speranza-misure-restrittive-arma-centrale-ancora-qualche-mese_9f189858-ff1c-46a2-b9a5-837aff63b1c3.html) - (https://www.ilpost.it/2021/01/14/parametri-colori-regioni-area-bianca/).

Sembrerebbe adesso che: "I colori delle regioni dipendono da tre macroaree: l’incidenza settimanale dei contagi da coronavirus ogni 100mila abitanti, i livelli di rischio e gli scenari." (cit. www.ilpost.it)

E quindi? Confusione. Ecco cosa. Voluta, non voluta? Non rispondo alla domanda in questo post. Ma pongo altre domande.

Vivo in Sardegna e vedo che nell'ultimo mese tutte le statistiche relative al contagio sono in discesa (https://statistichecoronavirus.it/coronavirus-italia/coronavirus-sardegna/) e sembrerebbe (non ho analizzato la cosa con esattezza ma sembrano esserci buone probabilità che sia veramente così) che ora in zona arancione la Sardegna abbia parametri migliori di quando era in zona gialla a dicembre.

Si può stare in silenzio e non protestare?

Qualcuno dirà che tutto ciò è fatto per tutelare la salute delle persone, per combattere la pandemia e che, alla fine, il disagio non è così grande proporzionato ai vantaggi.

CHi parla è qualcuno che fin da subito ha sempre osservato le prescrizioni e i protocolli di sicurezza. Ma credo SEMPRE che le regole esistano per un fine e mai solo per se stesse.

A che serve veramente la zona arancione se non a creare turbamento e creare profonde ferite sociali di chi lavora nei settori colpiti?

Veramente si pensa che i protocolli "arancioni" siano più efficaci dei protocolli "gialli"? Che sia li il problema?

O come ho letto, che siamo finiti in zona arancione perchè siamo indisciplinati e non rispettiamo le regole? Ma veramente si può credere ad una fandonia così?

E lo dice chi le regole le rispetta.

No. So solo che tolto lo spartito principale, i suonatori suonano ognuno per conto suo. La burocrazia, smarrito un senso logico superiore che la giustifichi, diventa auto-referente e prosegue da sola. I provvedimenti sono fatti a casaccio e sono tutti sfilacciati. Si cerca di accontentare qualcuno e di fare le cose con un "politicamente corretto" solo nelle parole e non nei fatti.

Perchè non si è deciso di tagliare di un 30-40% tutti gli stipendi di tutti i lavori del paese per solidarietà? Almeno tutti gli italiani avrebbero percepito emozionalmente nello stesso modo questo periodo di difficoltà e ci sarebbe stata maggiore empatia e coesione sociale.

Invece ci sono figli e figliastri. C'è chi piange dalla disperazione nel vedere anni di sacrifici (non solo economici ma anche di progetto) buttati al vento e chi viene toccato solo di striscio dai sacrifici. Così le attenzioni sono diverse. C'è chi pensa alla salute e chi alla sopravvivenza materiale.

E si creano tensioni. E si litiga. E si sprofonda emozionalmente, con tutto ciò che ne deriva.

Sarà un caso? Avviene così?

Onestamente non credo.


Alla prossima.

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